Olio di palma, facciamo chiarezza

Se ne sente parlare da tanto tempo ormai. E in Italia, ad essere venduti, sono soprattutto i biscotti e le merendine privi di olio di palma. Parliamo di un olio vegetale molto utilizzato dall’industria alimentare perché economico, neutro da un punto di vista aromatico, ma sotto accusa per gli effetti nocivi che avrebbe sulla salute e sull’ambiente.

ECCO LA VERITA’

Non c’è “alcuna evidenza scientifica” per giustificare “le campagne, sconfinate spesso nella demonizzazione”, dell’olio di palma. A dirlo, una conferenza scientifica che si è tenuta qualche settimana fa a ‘Food Mood’, la business area organizzata, nell’ambito di ‘Terra Madre Salone del Gusto’, dalla Camera di Commercio di Torino e dall’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo.

L’OLIO DI PALMA È UN NEMICO?

Per Dario Bressanini, docente di chimica all’Unins (Università di studi dell’Insubria), c’è stata una “campagna soprattutto mediatica senza riscontri scientifici, ma ha poco senso additare un elemento complesso come qualsiasi grasso alimentare dandogli la colpa di causare patologie, quando se le stesse molecole sono contenute in altri oli. Per certe applicazioni i sostituti suggeriti al posto dell’olio di palma sono cento volte peggio. E l’olio di palma ha anche dei vantaggi come, ad esempio la resistenza all’ossidazione. Certi grassi insaturi che vanno tanto di moda, invece, come olio di mais o girasole, sono a rischio di processi di ossidazione che possono formare sostanze tutt’altro che benefiche per l’organismo umano”.

OLIO DI PALMA, COSA OCCORRE SAPERE

“La demonizzazione dell’olio di palma è la più grande bufala degli anni 2000”. Così Giuseppe Allocca, presidente dell’Unione italiana per l’olio di palma sostenibile. E sul capitolo che riguarda la salute: “Questo ingrediente contribuisce per meno del 20% della quantità di grassi saturi che assumiamo giornalmente. Il restante 80% viene invece da altri alimenti”. Insomma, a quanto pare c’è da stare tranquilli, e non poco.

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